« In molte delle civiltà meno formaliste dell'Orlo Esterno Est della Galassia, la Guida galattica per gli autostoppisti ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza, perché nonostante presenti alcune lacune e contenga molte notizie spurie, o se non altro alquanto imprecise, ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchia e più accademica Enciclopedia: Uno, costa un po' meno; Due, ha stampate in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO. [...] E, nel caso che ci fosse un'inesattezza tra quanto riportato nella Guida e la Vita, ricordate che in realtà è la vita ad essere inesatta. »
Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti
« Quella ragazza è una delle forme di vita organica meno ottusamente inintelligenti che abbia mai avuto il dispiacere di non riuscire ad evitare di conoscere. »
Douglas Adams, La vita, l'Universo e tutto quanto
SpaceDementia's life, lunedì, 12 maggio 2008 alle 23:04 | # | Un commento |
Come è stata l’ultima settimana? Una calma sconvolgente, ai limiti della noia. E pensare che l’aspettavo con ansia. Un contrasto angosciante con i giorni precedenti.
Il mese di marzo ed i primi giorni di aprile sono stati assurdi. Alti e bassi. Alti e bassi. Alti e bassi. Mi sono letteralmente spompato. Poi l’undici di aprile mi sono laureato. Una bella soddisfazione, un bel traguardo. Sono piuttosto fiero di me.
Che bello avere –quasi– tutte le persone alle quali vuoi bene riunite per festeggiarti. O torturarti, dipende dai punti di vista. Papiro, spumante, alloro, scherzi, vino. Ho esagerato con quest’ultimo, maledetto è tornato ad uscire.
Mi conoscono, mi hanno regalato una videocamera. Adoro questi aggeggi. Adoro riprendere le persone che si vergognano di essere riprese. Un mio grandissimo amico mi ha regalato l’ultimo cd live dei Muse. Forse lui mi conosce ancora di più. Grazie a tutti!
E adesso?
L’intento, delineato mesi prima, è quello di proseguire. Altri due anni. Inutile negarlo, la voglia è poca, forse nemmeno c’è. Oggi incominciavano le lezioni, alle dieci e mezza. Mi sono svegliato tardi, sono arrivato un’ora in ritardo. E all’ultimo ho cambiato strada.
Pioveva. Ero senza ombrello. Sono finito alla Feltrinelli. Ho preso cinque libri e speso buona parte dei soldi per i pranzi della settimana. Tutta colpa della guida galattica per gli autostoppisti. Mai entrare in libreria in un giorno di pioggia.
Oggi sono un pò triste. Sarà la pioggia? Sarà lo snowboard pulito e messo via? Sarà che sento che è finito qualcosa? Non lo so. Ma so che presto passerà.
SpaceDementia's life, lunedì, 21 aprile 2008 alle 19:28 | # | 15 commenti |
In una notte con un’aria così pulita, le persone finiscono col raccontarsi. Senza accorgersene, aprono il proprio cuore e, rivolte a che gli sta accanto, cominciano a parlare come se stessero confessandosi con della stelle che splendono nello spazio. Nello schedario del mio cervello, alla voce “Notti d’estate”, ci sono un sacco di immagini di notti come questa. [...] Se penso che in futuro, fintanto che sarò in vita, avrò ancora la possibilità di vivere notti come queste, riesco a desiderarle intensamente. Delle notti così belle. E il vento con il suo splendido profumo che, trasparente, pian piano diffonde per tutto il paese la presenza delle montagne e del mare. Mi basta pensare che, in un’estate di chissà quando, forse potrò ancora incontrare una notte come questa, e già mi sento su di giri.
SpaceDementia's life, venerdì, 14 marzo 2008 alle 23:58 | # | 7 commenti |
Stavo pensando... Ultimamente mi succede meno spesso. Non che mi dispiaccia. Anzi, è un periodo semplice. Basta guardare la foto a sinistra per capire che mi sto divertendo un sacco. Andare con lo snowboard mi rende felice. Punto!
Sono alcuni mesi che mi sento bene. Mi sento a mio agio con me stesso. È una sensazione strana, difficilmente descrivibile. Sento un sorta di quiete interiore. Una tranquillità e distensione sconosciuta. Non mi disturberebbe capire il perché...
Comunque, stavo pensando che mi piacerebbe molto in questo periodo incontrare una ragazza. Una ragazza interessante. Una ragazza che riesca a farmi battere il cuore. Mi sento in grado di dare qualcosa. Sarebbe bello una terza persona oltre Io e Me.
Chissà se le fanno ancora le ragazze che mi piacciono. Io sono innamorato di tutte. Ma vedo in giro così tante fotocopie. Così tanta banalità. La personalità sarà mica diventata un optional..?
Non chiedo niente di trascendentale. Solo una persona stimolante. Soprattutto complicata. Vorrei sopra ogni cosa una ragazza in grado di capirmi, una ragazza che sappia leggere tutte e due le mie anime. Una ragazza che non mi faccia mentire. Insomma vorrei una ragazza come non l’ho mai incontrata.
Chissà se esiste una persona così. Chissà chi incontrerò domani...
SpaceDementia's life, martedì, 26 febbraio 2008 alle 22:02 | # | 11 commenti |
È cosi facile essere tristi. L’infelicità è una scusa potente. È cosi difficile usare belle parole. Parole che hanno un buon profumo, come direbbe la Yoshimoto. Tra poco i miei pensieri avranno un buon profumo. Sembrano perdere quel triste alone, mio compagno da troppo tempo.
Pensieri e parole profumate. Voglio imparare ad usarli. È questa la sensazione.
SpaceDementia's life, martedì, 05 febbraio 2008 alle 01:40 | # | 11 commenti |
È andata. Era solo un brutto presentimento. Una stupida sensazione. Dipendeva probabilmente dall’attesa, dall’ansia. Può capitare in questo periodo. D’altronde siamo alla prima. La prima di questo nuovo spettacolo. Lo chiameremo duemila08. Tanto per essere originali.
Nel frattempo, si è dilapidato un altro anno. L’ennesimo che non tornerà mai più. La diffidenza, non parliamo di sfiducia, è tanta. Inutile negarlo. Il duemila06 è stato difficile. Senza altro il più duro da affrontare con la mente, e con il cuore. La speranza era abbondante mentre si consumava l’ultimo giorno. Speranza vana. Il duemila07 si è rivelato inutile. Una sorta di residuo del precedente. Più facile di sicuro, ma comunque inutile.
Contare gli anni ha ben poco senso. Guardare al 1 gennaio sperando in chissà cosa, forse ne ha ancora meno. Invece che prenderlo per un nuovo inizio. Consideriamolo una vecchia fine. Fingiamo che sia finito un ciclo. Un ciclo importante ed inutile, voluto e rinnegato. Un ciclo per il quale, dicono, prima o poi ci si passa tutti. Un pò come la naia anni fa. Che poi io, sono un OdC.
Comunque, capodanno mi è piaciuto. Bene. Molto bene. Peccato mancasse qualcuno. Quel che si fa, il posto dove lo si fa. Sono cose senza importanza. L’unica cosa, l’unica vera cosa che conta per una persona, sono le altre persone. Abbracciatemi. Abbracciatemi forte, mentre vi sussurro all’orecchio quanto vi voglio bene. Sto combattendo contro una lacrima. Sto vincendo.
Piacere duemila08. Io sono Marc, e anche se sono sicuro di fregarmene di te che hai preso il posto di quell’altro. Anche se sono sicuro di come andrai a finire. Anche se sono sicuro che sei solo un numero. Come sempre, i miei sogni e le mie speranze, mi traboccano dagli occhi.
Pensaci. Tutto questo, mentre in loop, risuona in cuffia Everyday, Carly Comando.
SpaceDementia's life, martedì, 01 gennaio 2008 alle 23:42 | # | 12 commenti |
Un giorno..
Manca solo un giorno..
Solo un giorno per avere..
Solo un giorno per fingere di avere..
Solo un giorno per fingere di credere di avere.. un pò di speranza per i prossimi 366..
Un giorno..
Cosa vuoi che sia..
SpaceDementia's life, domenica, 30 dicembre 2007 alle 20:50 | # | 3 commenti |
È ora.
Chiudi gli occhi. Respira profondamente. L’aria fresca si può assaggiare ed annusare.
Ascolta la voce del vento. Ti porta equilibrio. I pensieri non salgono qui in alto.
L’unico rumore è consuetudine. Il leggero cigolio della fune in tensione.
Apri gli occhi. Esalta il tuo cuore. Esplora la grandiosità che ti circonda.
Le montagne ed il loro vestito. Questa polvere magica che lava via il dolore.
Loro la chiamano neve. Tu la chiami per nome: gioia.
È ora.
Allacci l’attacco destro. Sempre. Poi stringi anche il sinistro. Ti alzi di scatto.
Uno scatto che esprime tutta la tua voglia. La voglia di giocare con sua maestà.
Un ultimo sguardo alla cima. Un bacio sarebbe sincero. Ci rivedremmo tra poco.
E poi giù lungo i suoi fianchi. È un piacere smisurato. Quello che Lei sa offrirti.
Strette serpentine in alto. Poi ampie curve nella parte bassa. Sembra di volare.
La neve scricchiola sotto la tavola. Ricordavi fosse bello. Ma ti sorprendi ogni volta.
È ora. Finalmente.
SpaceDementia's life, sabato, 22 dicembre 2007 alle 19:22 | # | 6 commenti |
Non mi piace stare a casa il sabato sera. Mi sembra da sfigati. Eppure, mi dà ancora più fastidio il sentirmi obbligato ad uscire. Che strano. Il venerdì sera è più facile da gestire. Tra l’altro, ieri sera, è stato proprio bello. Ho veramente riso di gusto per un paio d’ore, assieme a quelle che ritengo essere persone straordinarie. Ridere per cose insensate è stupendo.
È un pò che non scrivo. Niente di personale. Non ne avevo voglia ecco tutto, o molto più probabilmente, non avevo nulla da dire. Ho pensato un poco prima di postare. Colpa di quest’ultimo pensiero stupendo.
L’ultimo post portava in sé qualcosa che non si sente spesso da queste parti. L’ultimo post era impregnato da una piccola carica di ottimismo. Niente di trascendentale, ma mi piaceva tenerlo in vetrina. Scriverci sopra mi dava l’idea di perderne il ricordo. Il bisogno di declassarlo mi è venuto dal postscriptum per l’edizione italiana del libro intitolato Lucertola di Banana Yoshimoto.
...ho cercato di raccontare il senso di insoddisfazione diffuso oggi tra chi vive a Tokyo, e che non so se i lettori italiani condividano con noi: una vaga sensazione che ci sia qualcosa che non va senza sapere esattamente cos’è...
(Maggio 1995, a Tokyo, in una notte piena di vento.)
SpaceDementia's life, domenica, 16 dicembre 2007 alle 00:30 | # | 5 commenti |
Come si intuisce dal precedente post, ho letto un libro di Fabio Volo. È il secondo suo libro che leggo. Il primo, che corrisponde col primo scritto da lui, mi era capitato tra le mani per caso, e non mi era affatto dispiaciuto, pur non essendo certo un capolavoro. Così quando ho visto un'altra sua fatica in libreria, l’ho comprata subito. Scelta azzeccatissima devo dire.
Di certo Fabio non è uno scrittore, o quantomeno non viene considerato come tale da coloro che sanno di sapere. Personalmente, mi piace molto il suo stile leggero ed immediato. È come parlare con un amico, anzi, è come parlare con me stesso.
Il libro si intitola "è una vita che ti aspetto", e dal titolo si evince subito che la storia parla di una ragazza che cambierà la vita al protagonista. Il bello di questo libro, è che questo in effetti succede, ma solamente verso la fine. Non è infatti la ragazza la causa di questo cambiamento, ma ne è solamente la conseguenza. È il protagonista stesso a cambiare la vita al protagonista.
In poche parole, Francesco, il protagonista, arrivato ad un punto di non ritorno nella propria vita decide che è il momento di stravolgere le carte in tavola. Passo dopo passo, giorno dopo giorno, con piccoli e grandi cambiamenti, Francesco impara ad accettarsi, a stare bene con se stesso, a non avere più paura di vivere, insomma, Francesco impara ad amarsi (od a ri-amarsi, forse). Tutto questo porterà Francesco ad essere felice, e forse proprio questa sua felicità, gli permetterà di osare, e quindi conoscere Ilaria, la Ragazza che ha sempre aspettato e con la quale finalmente potrà (forse) camminare sul suo campo innevato.
La cosa assurda di questo libro, è che l’ho letto proprio mentre sto anch’io affrontando un percorso simile verso me stesso.
È una vita che mi aspetto....
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Qualche tempo fa, un mio amico mi disse che secondo lui la depressione era una "malattia" piuttosto atipica. Essendo, a suo parere, sia causa che effetto, creava un circolo vizioso senza fine. Si è infatti depressi perché tristi, e l’essere tristi rende depressi.
Per uscire da questo ciclo infinito, serve quindi un cambiamento proveniente dal mondo esterno che in qualche modo spezzi la catena. La scintilla potrebbe essere un amico, un amore o persino un problema ancora più serio.
Devo dire che in quest’ultimo mese, non è cambiato nulla nella mia vita, non è cambiato nulla nemmeno negli ultimi due anni ad essere sinceri. Però, sono riuscito, con sforzo costante giorno dopo giorno, a cambiare qualcosa nella mia testa. Ho creato da solo la scintilla!
Come il protagonista del libro, anch’io sto imparando piano piano ad amarmi. Sto imparando a conoscermi veramente. Sto smettendo di aver paura di vivere la mia vita. Sembra una stupidaggine, lo so, ma non lo è, per me non lo è. È un processo continuo, un processo lento cominciato molto tempo fa, che solo adesso sta dando i primi frutti.
Sto affrontando nuove sfide, difficili ed impegnative, su tutti i piani della mia vita, ma mi guardo alla specchio e riesco a sorridermi. Sto bene, è incredibile, ma mi sento bene. Sto imparando a rimpiazzare i "vorrei" dalla mia vita con dei "voglio". Dei voglio farlo e so di poterlo fare. Non sono più inerme mentre aspetto che succeda qualcosa, sento che quel qualcosa sta per succedere, qualsiasi cosa sia, e nel frattempo VIVO.
Ricordati vita di chi coi fili ti muove....
SpaceDementia's life, sabato, 13 ottobre 2007 alle 00:18 | # | 9 commenti |